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2012

La scuola e le attività educative

E' stato appena pubblicato lo studio dell'ISTAT "La scuola e le attività educative" - dati 2011 - riguardante le diverse attività che ruotano attorno al sistema scolastico.

Lo studio contiene alcuni dati estremamente interessanti. Oltre al tasso di frequenza dei nidi pubblici e la percentuale di studenti con cittadinanza non italiana presenti nelle classi, ci sembra particolarmente interessante segnalare gli esiti dei voti degli esami della terza media che l'ISTAT lega alla classe sociale della famiglia di origine, confermando, purtroppo, ancora una volta, l'opportunità mancata della scuola di facilitare la mobilità sociale dei cittadini.

 

Nuove analisi sulla dispersione scolastica

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L'Isfol ha realizzato un'interessante indagine sulla dispersione scolastica degli adolescenti che ha presentato il 5 giugno 2012 a Roma "Le dinamiche della dispersione formativa: dall’analisi dei percorsi di rischio alla riattivazione delle reti di supporto”.

La ricerca ha coinvolto circa 1500 giovani usciti dalla scuola secondaria di primo e secondo grado, suddivisi in due differenti campioni: giovani diplomati, qualificati o comunque inseriti nei percorsi formativi; giovani fuoriusciti prematuramente dai percorsi.

 

Gruppo CRC: 5° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2011-2012

Tra gli aspetti analizzati dal quinto Rapporto del Gruppo CRC presentato il 5 giugno 2012 a Roma, emerge che il nostro Paese si colloca ai primi posti in Europa per dispersione scolastica e incremento della poverta' e supera la media dell'Ue per minori a rischio poverta' o esclusione sociale.

 

 

Bambini e adolescenti: affrontare il presente, costruire il futuro

Il 18 aprile 2012, è stata presentata a Roma, Palazzo Montecitorio, la prima Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza "Bambini e adolescenti: affrontare il presente, costruire il futuro".

Il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza è stato istituito il 22 giugno 2011, con l'approvazione del Disegno di Legge n. 2631 "Istituzione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza".

La nascita della figura del garante dà attuazione all’articolo 31 della Costituzione oltre che a una serie di convenzioni e atti internazionali, fra i quali quella sui diritti del fanciullo di New York, la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e quella europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli.

 

Guida pratica alla genitorialità positiva

Essere genitore è una delle esperienze più straordinarie della vita. Ci spinge a dare il meglio di noi, ma allo stesso tempo può mettere alla prova la nostra pazienza e la nostra capacità di gestire lo stress. Save the Childre, nell'ambito del Programma Daphne, ha elaborato una Guida che non propone delle ricette che i genitori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma piuttosto li aiuta a riflettere sul loro comportamento e a comprendere meglio il comportamento dei figli.

Nella Guida vengono illustrati gli elementi che sono alla base di un rapporto positivo genitori-figli e si dimostra come questi elementi possano essere utilizzati per risolvere in modo costruttivo le situazioni conflittuali che emergono nel contesto familiare.

Alcuni genitori credono che se non picchiassero o urlassero ai propri figli perderebbero la loro autorità o comunque diventerebbero troppo permissivi. Altri genitori vorrebbero smettere di picchiare o gridare ai propri figli, ma non sanno come gestire diversamente i momenti di stress e di frustrazione. Cosa fare quindi per instaurare una relazione positiva con i nostri figli? E come educarli senza fare ricorso a punizioni fisiche o altre punizioni degradanti? Possiamo farlo applicando a tutte le interazioni con loro, e non solo a quelle più difficili, i quattro principi della genitorialità:

  1. individuare i propri obiettivi educativi di lungo termine;
  2. far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai nostri figli in ogni interazione con loro;
  3. comprendere cosa pensano e cosa provano i nostri figli in diverse situazioni;
  4. assumere un approccio che mira alla risoluzione dei problemi piuttosto che un approccio punitivo.

 

 

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