Il tuo 5x1000 a GenitoriChe
Anche quest'anno puoi devolvere il 5x1000 della dichiarazione dei redditi all'Associazione GenitoriChe.
Il codice fiscale di GenitoriChe è 974 3444 0158
Come fare per devolvere il 5x1000 a Genitoriche:
- Compila la scheda del CUD o del 730 o del Modello Unico
- Firma nel riquadro "Sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ..."
- Indica il codice fiscale di GenitoriChe: 974 3444 0158
Il 5x1000 dell'Irpef a sostegno delle Organizzazioni no profit non comporta nessuna spesa per te perchè è una quota d'imposta a cui lo Stato rinuncia. Se non indicherai nulla il 5x1000 resterà allo Stato.
Allarme infanzia - la campagna di Save the Children sul futuro (rubato) dei bambini
La nuova campagna di Save the Children, Allarme Infanzia, denuncia che l'Italia è agli ultimi posti in Europa per “povertà di futuro” di bambini e adolescenti, peggio solo Grecia e Bulgaria - deprivati di opportunità, prospettive e competenze. Il nostro paese, infatti, è 7 volte in fondo alla lista nell’Europa dei 27 sugli indicatori principali relativi all’infanzia
Senza una vita dignitosa: sono molti i bambini che oggi non godono di una casa sicura, di una famiglia serena, che non hanno la possibilità di mangiare in modo corretto e con regolarità. I servizi sociali sono allo stremo o del tutto assenti, come l’assistenza domiciliare, come le case famiglia o i centri di educativa di strada.
Lettera aperta del CARE al Presidente del Consiglio
Il 16 maggio il Coordinamento CARE ha pubblicato sul proprio sito una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta per denunciare il mancato conferimento di alcune deleghe fondamentali per le famiglie.
Riportiamo integralmente.
Convegno sui BES - Bisogni Educativi Speciali
Il 25 marzo 2013 si è tenuto a Milano, presso l'Aula Magna dell'Università Bocconi un Convegno organizzato dall'Ufficio Scalostico regionale della Lombardia sui BES "La scuola è aperta a tutti”. I Bisogni Educativi Speciali e le risposte della scuola".
Leggere i bisogni dei bambini
di Tiziana Di Iorio
“Un’educazione violenta genera spesso figli rassegnati e ubbidienti, che i genitori vedono come la dimostrazione del loro successo educativo”. (J. Juul, La famiglia che vogliamo)
Quello cui siamo abituati, è un rapporto di potere tra l’adulto che lo detiene e il bambino che lo subisce. C’è sempre la convinzione che uno debba vincere (l’adulto) e l’altro debba necessariamente perdere (il bambino). Ciò che difficilmente si riesce ad immaginare, è che non ci siano né vincitori né vinti, ma che si stabilisca un legame di fiducia e di scambio, basato sul rispetto, che si giunga ad una soluzione e che soddisfi sia i bisogni dell’adulto sia quelli del bambino.
La questione, infatti, non è stabilire chi detiene il potere ma l’uso che se ne vuole fare. Educare nel rispetto del bambino non significa dire sempre sì (perché sarebbe un’altra forma di sbilanciamento di potere, questa volta dalla parte del bambino), ma prendere in considerazione i suoi bisogni, porsi alla sua altezza e comprendere. Una comunicazione non violenta, un approccio empatico con il bambino, non garantisce l’assenza di conflitti, né che i nostri figli non saranno mai turbati o infelici, ma ci permette di scegliere le modalità con cui decidiamo di rispondere ai loro atteggiamenti anche provocatori, nella convinzione che questi siano l’unico mezzo per comunicarci i loro bisogni. È importante riconoscere che, spesso, i bisogni dei nostri figli non coincidono con i nostri. Si può e si deve riconoscere che crescere un bambino può essere faticoso e, se non lo facessimo, rischieremmo di scaricare su di lui frustrazioni e rancori.


