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I poteri delle maestre e i doveri dei genitori

 

altdi Federica Mormando

 

ll bambino si muove molto, si distrae: disturba! Forse è iperattivo.

Non scrive gli apostrofi-legge male-scrive fuori dalle righe. Dislessia? Disgrafia?

Non sa le tabelline e non calcola a mente: discalculia? 

La maestra lancia dubbi ai genitori e la mamma (di solito è lei) porta il pargolo dalla psicologa, assai spesso quella consigliata dalla maestra. Può iniziare così un percorso perverso, uno slalom fra logopediste psicomotriciste e psico d’ogni tipoPeccato che spesso, molto spesso il piccino sia davvero e soltanto maleducato, e che la maestra non sappia interessare la classe. 

 

Psicanalista infantile: quando a richiederlo è la scuola

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altdi Adelia Lucattini

 

Ai genitori sempre più spesso viene consigliato di far valutare i propri bambini da un neuropsichiatra o da uno psicoanalista infantile e loro si interrogano se questa pratica sia davvero necessaria. Ecco cosa dice la legge e quando è giusto far intervenire un esperto.

Da alcuni anni a questa parte si assiste a un fenomeno nuovo soprattutto nelle scuole elementari, ma che si sta estendendo anche alle scuole medie, per cui ai genitori sempre più spesso viene consigliato di far valutare i propri bambini da un neuropsichiatra o da uno psicoanalista infantile. Molti genitori s'interrogano sul perché le insegnanti abbiano cominciato a prestare tanta attenzione ai disturbi dell'apprendimento (DSA) e ai disagi emotivi e comportamentali che i bambini manifestano in ambito scolastico e a consigliare delle valutazioni specialistiche. E spesso coltivano il dubbio che si tratti di un modo per scaricare sulle famiglie la difficoltà di gestire classi molto affollate. Ecco tutto quello che c'è da sapere su questa pratica.

 

LA SINDROME DA DISAGIO SCOLASTICO

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altPer il mondo degli adulti avere buoni risultati scolastici significa essere intelligenti, andare male a scuola vuol dire non esserlo. Questa idea che si è fatta ormai largo fra molti genitori e da alcuni insegnanti è vissuta con disagio dagli studenti, spesso vittime di ansia, paura, tensioni nei confronti delle prestazioni scolastiche e, non per niente, l’uso degli psicofarmaci è diffuso. Al successo scolastico è legata l’autostima, difatti si pensa che chi va bene è intelligente ed avrà una buona carriera, di conseguenza numerosi giovani che non conseguono buoni risultati, scelgono vie alternative per avere una positiva visione di sé, ad esempio praticano una disciplina sportiva, si dedicano alla musica, inseguono la popolarità tra i coetanei. Quei giovani che non vanno bene a scuola ma non riescono a trovare vie alternative di realizzazione rischiano l’apatia o la depressione.

Molti psicologi hanno parlato di sindrome da disagio scolastico, definibile come malessere psicologico causato da un’esperienza scolastica insoddisfacente da vari punti di vista. Tale sindrome non è alimentata soltanto da eventuali carenze intellettive o scarso sostegno della famiglia, ma anche e soprattutto dal clima psicologico della classe o dell’istituzione. Per clima psicologico si intende la qualità dei rapporti intercorrenti tra l’alunno ed i compagni, tra l’alunno ed i suoi insegnanti, il modo di percepire il regolamento scolastico.

 

Al via il gruppo di autoaiuto per genitori di adolescenti

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altSabato 18 ottobre si terrà il primo incontro del gruppo di auto aiuto per genitori di adolescenti a Roma (orario 11.00-12-30). 

Per sapere cosa sono i gruppi di auto aiuto e di cosa si discute in quelli per genitori di adolescenti si può leggere questo articolo

La sintesi dell'intervento di Fatima Uccellini, "Genitori e adolescenti, un'alleanza possibile?" Si può leggere qui.

 

Educare alle differenze

altIl 20 e 21 settembre a Roma, presso la Scuola Di Donato in via Bixio 83, si tiene la “Giornata nazionale per l’educazione alle differenze dentro e fuori la scuola”. Si tratta di un incontro nazionale tra associazioni, insegnanti, gruppi istituzionali e genitori con l'obiettivo di tessere un filo e costruire una rete tra tutte le esperienze del nostro paese che quotidianamente lavorano dentro e fuori le scuole per promuovere libertà e pluralità, a partire dal ragionamento sull’identità di genere.